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Il
territorio di Capo d'Orlando sorge lungo la fascia
litoranea allungata sul mar Tirreno tra la foce del
torrente di Santa Carrà e quella della fiumara di Zappulla.
Si pensa che Capo d'Orlando fosse anticamente la città
greca di "Agatirso" situata tra Tindari e Calacte e della
quale si parla nelle opere di alcuni storici latini (Tucidite,
Plinio il Vecchio, Livio) ma da nessuna di queste fonti è
possibile evincere la sua esatta localizzazione Tra i
molti scogli emergenti lungo la costa nord-orientale sono
particolarmente caratteristici, per la loro bellezza,
quelli di Testa di Monaco, ricordati nella cartografia del
sedicesimo secolo col nome di "Ciappazze". In passato Capo
d'Orlando fu feudo di Naso e in seguito sua frazione. Si
ipotizza che il nome attuale sia stato dato da Carlo Magno
in onore del famoso paladino Orlando che da qui passò in
ritorno dalla Palestina.Il Comune fu costituito nel 1925
staccandolo da quello di Naso. La località è
caratterizzata da un promontorio sul quale sorge il
Santuario dedicato a Maria SS. di Capo d'Orlando,
costruito nel 1598 dal conte Gerolamo Joppolo, conte di
Naso. Accanto al Santuario si vedono i resti di un
castello trecentesco costruito probabilmente con funzioni
di avvistamento. Il settore portante dell'economia
orlandina è rappresentato dall'agricoltura, in particolare
dagli agrumeti e in misura minore dagli uliveti.
Redditizio è il commercio per la presenza di numerose
piccole imprese mentre la bellezza delle sue spiagge e la
presenza di buone infrastrutture ricettive ne hanno fatto,
specialmente durante la stagione balneare, un centro di
notevole richiamo turistico. S. Gregorio, antico villaggio
di pescatori, situato sulla costa di levante, rappresenta
il cuore di questo turismo per via della bellissima
spiaggia. Scofa, piccolo centro sulla riviera di levante,
è situato, dal punto di vista panoramico, in una zona
privilegiata perché domina quel tratto di costa compreso
tra Capo d'Orlando e Capo Calavà. Di notevole interesse la
Villa di Vina, a Capo d'Orlando, in cui abitarono
Casimiro, Lucio e Agata Piccolo, signori di Calanovella,
imparentati con uno dei nomi principali dell'aristocrazia
siciliana (la loro madre era una Filangeri-Cutò e Tomasi
di Lampedusa loro cugino), i quali hanno lasciato, oltre
alle notevolissime opere poetiche e pittoriche, un museo
nel quale sono conservati numerosi oggetti di valore
appartenenti alla famiglia. La recente scoperta dei resti
di una villa romana, in Contrada Bagnoli, infine, ha
contribuito ad incrementare l'interesse del turista e
dello studioso per questa incantevole cittadina della
fascia costiera tirrenica.
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