|
Comune dei
Peloritani sud-orientali, sito alle falde del monte Pizzo
della Croce (1214 m.), raggruppato in un' ansa del fiume
Fiumedinisi (dal latino "Flumen Dionisii") vicino allo
sbocco del mare Ionio. Fondato nel III sec. a.C. dai Greci
come dimostra il notevole materiale archeologico d'epoca
greca ritrovato nel territorio. Nel censo di Federico II
d'Aragona del 1320 risulta signore di Fiumedinisi Ruggero
di Vallone, mentre nel 1336 passò a Giaimo di Villanova
per diritto della moglie Beatrice, figlia di Ruggero. Nel
1393 per privilegio di Martino I, Fiumedinisi fù concesso
a Tommaso Romano Colonna e ai cui discendenti rimase. Si
presenta oggi come un ridente paese con importanti
monumenti storico-artistici quali il castello Belvedere,
costruito dagli arabi intorno al IX secolo, e il palazzo
della Zecca che in un primo momento serviva a raccogliere
i minerali estratti nel territorio e che in seguito
funzionò anche da zecca, sostituendo quella di Messina.
Oggi Fiumedinisi si presenta come una località che può
offrire oltre ad importanti opere artistiche anche
panorami incantevoli ed affascinanti. La parte bassa del
territorio è coltivata ad agrumeti ed uliveti mentre
quella alta a vigneti, castagneti e querceti. A nord del
paese si estende il bosco comunale con una superficie di
76 ettari.Il territorio di Fiumedinisi è ricco di piccole
sorgenti naturali tra cui le sorgenti della "Santissima,
dal quale parte un acquedotto che fornisce Messina, e la
sorgente "Vacco" dalla quale parte invece un acquedotto
che rifornisce il Comune. In passato una delle attività
principali del paese era la produzione e la tessitura
della seta, oggi completamente scomparsa.
Fonte: ©
Provincia di Messina Tutti i diritti riservati |