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MILAZZO
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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Le sue origini sono antichissime. Abitata fin dal 4000 a. C. (età neolitica) Milazzo subì tra il secolo IX e VIII una progressiva ellenizzazione conclusasi con l'intervento dei greci di Zancle nel 716 a.C.. L'antica "Mylai" si rese indipendente da Zancle nel 550 a.C.. Cadde in potere degli ateniesi nel 427 a.C. e dopo alterne vicende, che la videro contesa da cartaginesi, siracusani e greci, Milazzo fu sottratta ai Mamertini dal siracusano Gerone II. Espugnata dagli arabi nell'843 fu fortificata e divenne importante centro commerciale ed agricolo. Sotto il dominio normanno, svevo, aragonese e spagnolo il castello di Milazzo fece parte delle vicende militari dell'isola. Nel 1718 fu baluardo imprendibile contro i soldati spagnoli che inutilmente e con grande dispiego di forze, lo assediarono. A Milazzo il 20 luglio 1860 Garibaldi coronava l'impresa di Sicilia con la vittoria decisiva sui Borboni, che rifugiatosi nel castello, dovettero capitolare. Fino al secolo scorso la città si distingueva in tre differenti nuclei: la città murata dove sorgeva il castello e che si identificava con l'antico nucleo urbano dell'acropoli greco-romana; il Borgo o Città Alta sul declivio collinare e la Città Nuova, in pianura. Numerosi e vari sono i reperti preistorici rinvenuti a Milazzo e nei dintorni, tra i quali, i più antichi, risalenti all'età neolitica (4000 a.C.) . Il castello, posto al centro della città murata, è il monumento più significativo di Milazzo. Iniziato dagli arabi su più antiche fondamenta, ampliato dai Normanni restaurato e potenziato da Federico II di Svevia è circondato da una cinta muraria con torri circolari costruita sotto Alfonso d'Aragona nella quale si apre un portale gotico che risale al XIV secolo. Nei pressi del castello si trovano i ruderi del trecentesco palazzo dei Giurati e l'imponente Duomo antico (1603) eretto probabilmente su disegno dell'architetto Camillo Camilliani. Di notevole pregio artistico anche la Chiesa della Madonna del Carmine, di stile barocco e la Chiesa del SS. Crocifisso, del 1629, con al suo interno un baldacchino ligneo del '700 e un prezioso crocifisso in legno del primo '600 di fra' Umile da Petralia

Fonte: © Provincia di Messina Tutti i diritti riservati

 
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