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Sulla sponda
sinistra dell'Alcantara, dove il fiume scorre ai piedi
dell'Etna, v'è Moio Alcantara. Questo piccolo centro
dominato dalla montagna ha antichissime origini. Alcuni
ritrovamenti archeologici, infatti, autorizzano a credere
che i suoi primi abitanti furono legati per molto tempo
alle fortune della famiglia Lanza. A Bianca Lanza,
infatti, moglie dell'imperatore Federico II, re di
Sicilia, fu assegnata la baronia di Moio. Notevole valore
storico artistico hanno alcune opere di carattere
religioso quali le chiese di Gesù e Maria, di S.Antonio e
la chiesa parrocchiale della Madonna delle Grazie dove si
trova un pregevole Crocifisso ligneo di fra' Umile da
Pintorno. Sotto un profilo morfologico l'abitato di Moio
si trova al centro di un territorio pianeggiante ed
irriguo, circondato da ovest a sud dal fiume. Sul paese
grava il massiccio monte Moio, dal cui cratere fuoriuscì
la lava che diede vita a quelle in comparabile paesaggio
delle gole della Alcantara. Moio dista dal mare appena 30
km. La maggior parte dei suoi abitanti è dedita
all'agricoltura. La zona, infatti, è tra le più ricche
zone agricole della provincia: l'ottima qualità dei
prodotti e duna oculata politica di commercializzazione
hanno facilitato la penetrazione e l'affermazione di
quest'ultimi sui maggiori mercati nazionali. Attiva è
anche la pastorizia. La lavorazione del legno e del ferro
battuto costituiscono l'ossatura dell'artigianato locale,
un tempo sostenuto anche dalla tessitura del lino e dalla
lavorazione della lana, attività, queste, totalmente
estinte oggi.
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