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Centro
agricolo dei Nebrodi occidentali Motta d'Affermo sorge su
un crinale di un gruppo montuoso, alle falde del monte S.
Cuono (924 m.) tra le fiumare di Tusa e di S. Stefano. Le
origini del borgo che anticamente veniva denominato
"Sparto" dal cenobio di S. Maria di Sparto, risalgono alla
denominazione normanna, quando il territorio venne dato
come feudo da Ruggero II ad uno dei conquistatori. Di esso
si fa menzione nel 1296 nel censimento dei baroni di
Aragona. Appartenne a varie famiglie nobiliari tra cui i
Chiaromonte, dei quali, rimase possesso fino al 1344. Ad
edificare il castello nel casale di Sparto fu Munzio
Albamonte. Nel 1397 durante il regno di re Martino il
casale di Motta di Sparto mutò nome in quello di Motta di
Firmo. Nel 1693 Gregorio Castelli acquistò l'intero feudo
di Motta. Di particolare interesse artistico a Motta
d'Affermo è la Chisa di S. Maria degli Angeli, edificata
nel 1453, che conserva al suo interno un pregevole ciborio
in legno, decorato con oro zecchino, dal 1685. Fiorente
nel passato era la lavorazione del lino di cui rimane
testimonianza nella via ancora oggi denominata via
Manganelli per la presenza di numerosi manganelli,
strumenti, cioè, usati per la lavorazione del lino. Oggi
l'agricoltura, insieme alla pastorizia, rimane la
principale fonte di reddito. La coltivazione prevalente è
quella dell'ulivo, del castagno e del nocciolo. Notevole è
anche la produzione di olio e di prodotti caseari. Da
Motta d'Affermo, che potenzialmente potrebbe trovare
motivo di notevole rilancio economico nel settore
dell'agriturismo, allo sguardo del visitatore si offre un
magnifico panorama che dai dolci declivi collinari arriva
fino al Mar Tirreno con sullo sfondo l'incantevole
contorno delle isole Eolie.
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