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Escursioni al villaggio preistorico di Capo Milazzese ed a
Calajunco. Visita agli isolotti di Basiluzzo, Dattilo e
Lisca Bianca. Particolarmente adatta alle esplorazioni
subacquee per la limpidità del mare e la ricchezza dei
fondali.
Vacanze esclusive
Perfino il regista Nanni Moretti, nel suo "Caro Diario",
le dedica alcune scene, inquadrandola quale isola
caratterizzata prettamente da un turismo esclusivo e
mondano, segno che la distingue inconfondibilmente fra le
sue sorelle eoliane. La tradizione di Panarea quale meta
di turismo vip è assai più antica di quanto si possa
immaginare: di sicuro c'è che, ai tempi dei romani, un
patrizio avesse scelto l'isola di Basiluzzo per costruirci
la sua megavilla con tanto di attracco privato. Della
sontuosa costruzione non rimangono oggi che pochi
frammenti di muro e dell'elegante pavimento a mosaico.
Solo il panorama - invidiabile - è rimasto intatto, a
mantenere nel tempo fascino e capacità di attrazione. A
cosa deve Pana rea la sua fama? Alla sua natura,
ovviamente, che ha condotto qui, ai giorni nostri o quasi,
frotte di intellettuali, artisti, vagabondi amanti
del bello. La cosa ha destato poi la curiosità di
benestanti e imprenditori, che hanno pensato bene di
sbarcare qui e rimettere a posto, non senza adattarle alle
loro esigenze, le antiche costruzioni. Era il principio
del boom edilizio e mondano di Panarea, residenza, in
estate, di importanti nomi della high society quali i
Visconti di Modrone, gli Agnelli, i Bulgari...
Naturalmente Panarea non è territorio offlimits: chiunque
può fare il bagno scegliendo le spiagge di cala degli
Zingari o di cala Junco. Chi possiede una barca potrà
approdare nell'arcipelago delle Formiche, il cui toponimo
la dice unga sulle dimensioni delle isolette: si tratta
per lo più di alcuni scogli, raggruppati di fronte a
Drauto.
Non lontano ecco ancora la spiaggia nei pressi dello
scoglio Lisca Bianca: qui una solfatara subacquea provoca
un gorgoglio dell'acqua, osservabile solo quando il mare è
davvero calmo. Sempre questa zona rivela inaspettati
tesori custoditi sul fondo del mare: una nave greca del V
secolo a.C. dedita al trasporto delle ceramiche affondò in
queste acque e, se i legni sono stati corrosi dal mare, il
prezioso carico è stato rinvenuto e portato in superficie
dagli archeologi dell'Università di Oxford.
© azienda di
soggiorno e turismo delle isole eolie per gentile
concessione
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