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Il territorio di S. Marco d'Alunzio fu abitato fin dall'età
del rame come dimostrano gli utensili litici e le
ceramiche preistoriche recentemente rinvenute nella grotta
di Scodonì. La fondazione in epoca storica viene
attribuita, da fonti antiche, ad un mitico Patron Turio
venuto in Italia a seguito di Enea dopo la distruzione di
Troia. Durante il periodo di dominazione greca fu un
centro fiorente col nome di "Alontinon" e battè moneta
propria. Sotto i romani si chiamò Haluntium e sarà citata
dallo stesso Cicerone nel famoso processo "contro Verrem".
L'abitato attuale si è formato attorno al castello fatto
costruire da Roberto il Guiscardo nel 1061. In epoca
normanna S. Marco conobbe prosperità grazie alla
coltivazione della viola mammola, all'allevamento del baco
da seta e alla frequentazione della darsena. Dal secolo XV
fu feudo della famiglia Filangeri dei Principi di Mirto
che ne conservarono la signoria fino al secolo scorso.
Dell'antica città greca rimangono, nella parte bassa
dell'abitato, alcune strutture del tempio di Ercole (IV
sec. a.C.) trasformato in chiesa cristiana in epoca
medievale e rifatto nella facciata barocca. Di
architettura bizantina è la chiesa di S. Teodoro, detta
Badia Piccola, a croce greca con all'interno decorazioni a
stucchi del 1700 e la chiesa di San Pietro da Deca, di
forma ottagonale. La chiesa di San Salvatore (XIII sec.)
dall'originaria struttura normanna presenta all'interno
colonne sorreggenti capitelli in pietra, decorati con
motivi bizantini a palma, a croce greca e con disegni
geometrici. Una pregevole Madonna della scuola del Gagini
si conserva, invece, all'interno della Chiesa della SS.
Annunziata. Caratteristica a S. Marco d'Alunzio è la festa
del Crocifisso che ha luogo l'ultimo venerdì di marzo.
Durante la festa 33 incappucciati, chiamati "Babaluti",
avvolti in sai blu e scalzi portano in processione, per le
vie del paese, la pesantissima vara con il Crocifisso
ligneo scolpito alla fine del 1550 da fra' Umile da
Petralia. S. Marco d'Alunzio è da sempre stato un
importante centro di estrazione del marmo una qualità del
quale, il "rosso" è molto pregiata. La principale fonte di
reddito, tuttavia è ancora oggi costituita
dall'agricoltura (agrumeti, vigneti e oliveti) e
dall'allevamento. Esiste ancora un artigianato tipico
della cardatura, filatura, tessitura e confezione di
manufatti di lino e lana da parte di alcune donne del
paese. Le altre attività artigianali si basano sulla
lavorazione del ferro battuto, del legno e in particolare
del marmo. Discreta la produzione di olio d'oliva. Per la
bellezza del paesaggio circostante e per il ricco
patrimonio storico, artistico e folcloristico S. Marco d'Alunzio
ha tutte le carte in regola per diventare, se
opportunamente valorizzato, uno dei principali centri di
attrazione turistica dell'entroterra dei Nebrodi.
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