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Importante
centro turistico-commerciale interamente affacciato sul
Tirreno, S. Agata di Militello sorge a metà strada tra
Messina e Palermo. Si crede che il nome S. Agata sia stato
dato al borgo da alcuni pescatori catanesi insediatisi in
questo territorio in onore della loro Patrona. Nel secolo
XVII il borgo di S. Agata era possesso del principe di
Militello che nel 1627 assunse anche il titolo di Marchese
di S. Agata. Di notevole interesse oggi è il castello
eretto nel 1632 per volontà di Jeronimo Calega di Spagna e
che passò, poi, ai principi Lanza Scalea di Trabia. Bella
la Chiesa Madre del 1842, dedicata a San Giuseppe e a
Santa Maria del Carmelo che ha al suo interno pregevoli
opere in legno del Bagnasco ed importanti affreschi
ottocenteschi. Lungo il centro abitato è possibile ancora
trovare alcune ville ottocentesche che conservano quasi
intatto il loro stile originario. Dal 1857, data in cui S.
Agata si staccò da Militello Rosmarino divenendo Comune
autonomo, il piccolo comune si è trasformato in un grosso
centro di notevole rilievo economico. Tra le attività
principali rilevante è l'industria connessa alla
lavorazione del marmo che si estrae dalle cave di San
Marco d'Alunzio, che essendo di una qualità molto
pregiata, viene denominata "Rosso S. Agata". Fiorente è
poi l'attività agricola (agrumi, alberi da frutta, uva,
ulivi) e la pesca supportata da una presenza di
pescherecci che è la più numerosa in tutto il tratto
costiero che va da Milazzo a Cefalù. Esistono, poi, alcune
fabbriche artigianali di calzature, pelletterie e un
pantalonificio. Redditizio è il commercio reso fiorente
dall'esportazione degli agrumi a dall'industria ittica. In
via di sviluppo poi è il turismo che ha trovato un valido
punto di riferimento nella recente istituzione di un Museo
etno-antropologico che presenta delle sezioni dedicate al
lavoro contadino, alla pastorizia, al lavoro femminile e
al folclore religioso. Di grande richiamo, infine, la
fiera del bestiame che si svolge a novembre e raccoglie,
tradizionalmente commercianti provenienti da tutto il
comprensorio dei Nebrodi.
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