|
Il Comune di
Spadafora si estende sul litorale tirrenico nel tratto di
strada statale 113 compreso tra Rometta Marea e Venetico
Marina. Si suddivide in tre importanti zone: quella lungo
la costa, popolata in gran parte da pescatori; la zona
centrale, comprendente la piazza V. Emanuele III, il
bronzeo monumento ai caduti, il Municipio e soprattutto il
castello medievale; la terza zona denominata "Arcipretato"
che si estende nella parte periferica del paese. Sebbene
il centro urbano sia di recente formazione, Spadafora
vanta una nobile ed antica tradizione storica. In tempi
primitivi fu abitata da popolazioni indigene dedite
all'agricoltura. Sembra attendibile che fosse una spiaggia
frequentata dai Fenici in quanto situata tra Milazzo e la
Calabria. Nel periodo dell'infiltrazione greca, alla
popolazione indigena, si unirono i Greci creando un grosso
villaggio sicelioto. Sotto i romani la zona divenne quasi
deserta e le vaste colture a grano scomparvero del tutto.
Patì con il resto dei paesi, di questo litorale, le
incursioni dei Barbari ed ebbe un periodo di tranquillità
nell'epoca bizantina. Il periodo più ricco per questa
zona, di cui fu centro Spadafora, fu quello arabo. Con la
dominazione normanna Spadafora divenne il centro abitato
di una baronia elevata in seguito a principato. Come il
resto della Sicilia, Spadafora, decadde nell'epoca
aragonese e dei vicerè. Il feudo fu conquistato nel 1459
da Federico Spadafora e nel 1737 un membro della famiglia
Gualtieri, fondò l'attuale borgo che ebbe rapido sviluppo.
Il palazzo baronale degli Spadafora, caratterizzato da
quattro speroni angolari, è una costruzione
rinascimentale, eretta verso la fine del secolo XVI, quale
fortezza contro le incursioni barbaresche su disegno del
fiorentino Camillo Camilliani e rappresenta ancora oggi
l'unico inestimabile patrimonio artistico-culturale di
Spadafora. Spadafora si presenta oggi come una ridente
cittadina situata tra la collina ed il mare. Questo
particolare vantaggio le consente di trarre profitto dall'
attività peschereccia e dalla coltivazione delle viti e
delgli ulivi oltre ai giardini di aranci, mandarini e
limoni che si alternano nel retroterra. Molto attivo è il
commercio che è alimentato da alcune fabbriche di
laterizi, dall'industria di materiale plastico "Sicilpack"
e dalle due piccole fabbriche di manufatti in terracotta.
Di notevole importanza per l'economia del luogo è anche la
pesca che costituisce una delle attività più tradizionali
del paese. Piuttosto scarsa è, invece, l'attività
artigianale che tende a scomparire del tutto col passare
degli anni.
Fonte: ©
Provincia di Messina Tutti i diritti riservati |